The Italian budget saga: Let’s focus on facts

In these days Italy’s 2019 budget plan is under the lens of many international observers, starting with the analysts of the most important institutional investors, banks, sovereign funds and several others. Rating agencies are looking very carefully at the dynamics of the country’s public debt and the European Commission has criticized strongly the Italian fiscal plan that the government has planned for the next three years. Some analysts even started to build risk scenarios in the event of the so-called Italexit, which would correspond to a default on part of its sovereign debt.

However, if we use the Italian track record as a yardstick and compare it with that of other countries, we notice that Italy has never declared sovereign default since it became a Republic (things are different for the Kingdom of Italy), while other states cannot boast such a virtuous track record. If we consider the last 200 years, for instance, Greece has faced seven defaults, Turkey eight, Brazil nine, Spain six, Portugal four and even Germany, despite being considered the champion of financial stability within the EU, has collected four sovereign defaults.

The Italian government is facing difficult economic times that are the result of the legacy of previous executives, which have applied the austerity recipes suggested by the European Commission. These have contributed to the growth of absolute poverty up to 6 million people, produced the lowest growth rate among the 30 OECD economies and confirmed a long-standing sluggish productivity.

Italy, however, can boast also great strengths. For example, Eurostat certifies a trade surplus of €42.2 billion whose growth last year exceeded that of German exports. In terms of private savings (around €4,300 billion, almost twice the public debt) and public finance before interest payments (Rome has had a primary surplus for almost three decades), the country shows an enviable solidity. In addition, it should be remembered that Italy’s net external asset position is almost balanced, unlike other European countries that are apparently more resistant, like France and Portugal. It means that in the event of a breakdown of the eurozone, Italy wouldn’t need to finance itself on foreign markets, possibly.

Moreover, Italy remains a point of excellence in many sectors, from robotics to manufacturing and fashion, and despite everything has confirmed itself as Europe’s second manufacturing powerhouse. After years of austerity that have impoverished the country, the new financial manoeuvre wants to stimulate domestic demand (which can count on a 60 million consumers market), promote employment recovery through a professional training and citizenship basic income programmes, and encourage the entry of hundreds of thousands young people into the labour market thanks to a pension reform. The latter is a priority for a country that shares with Greece the highest level of youth unemployment in Europe. The fight against corruption and bureaucracy – which have always represented a crucial constraint on investments (especially foreign) – is another important government priority.

Today Italy is at a turning point and its debt is in a phase of so-called buying opportunity, to paraphrase Warren Buffett. It basically means that Italian bonds are a “value investing” investment, with huge opportunities. For all these reasons, nobody has an interest in driving out a country like Italy from the eurozone, which is why the current government should not be afraid to support the expansive policies that the country needs and that in the recent past have been granted to others major European countries.

by Antonio Zennaro

Member of Parliament with the Five Star Movement in Italy

From: NewEurope.eu

Torna la speranza di uno sportello bancomat a Pietracamela

” Finalmente, dopo solo 4 mesi, ci risulta che Pietracamela finalmente potrà tornare ad avere uno sportello Bancomat” – dichiara Antonio Zennaro, portavoce M5S alla Camera dei Deputati – “Un’operazione che ha visto l’interessamento della BCC di Basciano e della holding del Gruppo Bancario Iccrea, che ha deliberato la possibilità dell’installazione di un nuovo sportello”

Zennaro, dopo aver sollecitato con l’invio di una lettera tutti gli istituti di credito della provincia di Teramo per auspicare un celere intervento affinchè i cittadini non perdessero questo importante presidio, lo scorso 4 settembre ha portato la questione in aula con un intervento durante la seduta parlamentare, per segnalare la critica situazione di Pietracamela e dell’area montana circostante rimasta senza servizio di prelievo contanti.

“Sono davvero ottimista, ora si tratta di attivarsi per trovare la giusta location all’interno dell’area comunale, in sinergia con l’amministrazione e il Sindaco” – Continua Zennaro – “Ringrazio il direttore della BCC di Basciano per essersi interessato fin da subito alla questione e anche il gruppo Iccrea per la loro efficienza” – Conclude il portavoce M5S.

PDL Semplificazioni

Semplificare e migliorare la qualità della vita dei cittadini, passa anche da una semplificazione fiscale e dal contrasto all’evasione.

Spesometro a cadenza annuale, stop alla richiesta di dati gia’ acquisiti in passato, slittamento dal 31 ottobre a fine anno delle dichiarazioni Unico e Irap. Sono solamente alcune delle semplificazioni fiscali per imprese e contribuenti presentate alla stampa oggi alla Camera attraverso la proposta di legge di 36 articoli messa a punto in commissione Finanze.

Il cambiamento continua 💪

10 Settembre: incontro con l’Unione dei Comuni della Val Vibrata

Ricostruzione, area crisi complessa, rapporti tra ministeri ed enti locali, misure per far ripartire gli investimenti a livello locale, edilizia scolastica.

Sono alcuni dei temi al centro della riunione che i sindaci dell’Unione dei Comuni, guidati dal presidente Angelo Panichi, hanno avuto con il deputato Antonio Zennaro. L’Incontro che si è tenuto nella nuova sede di Sant’Omero.

L’incontro, al quale hanno preso parte i sindaci dell’ambito, è stato finalizzato anche ad avanzare richieste per il territorio della Val Vibrata, anche in ordine alla nuova Finanziaria, che il Governo giallo-verde si appresta a varare.

Aggrappati alla Regione con un bizantinismo

La mia lettera pubblicata sul quotidiano La Città di oggi:

“Gentile Direttore, mi sono permesso di scrivere questa lettera per evidenziare la strana situazione istituzionale che sta vivendo l’Abruzzo. Dopo un lungo calvario post elettorale, finalmente nei giorni scorsi è stato sciolto il consiglio regionale. Tuttavia, ad oggi, non risulta chiara quale sarà la nuova data per le elezioni regionali, 90 giorni o 120 giorni?
L’Abruzzo ha bisogno di tornare al voto il prima possibile, non solo per l’importanza delle funzioni svolte dalla Regione su materie come la sanità ed il turismo, ma anche perché ostaggio di un “sistema” che non gode più del consenso popolare, un sistema che è stato sonoramente sfiduciato proprio il 4 marzo scorso.
Ora, grazie all’abilità e alla costruzione di un “bizantinismo” giuridico, si cerca di proseguire nella gestione del potere (senza consenso) cercando in tutti i modi di allungare la fatidica data delle elezioni che decreterà la fine di un modo di pensare e gestire la cosa pubblica in Abruzzo.
Il nostro territorio ha un’estrema necessità di cambiare e di definire innovative strategie di rilancio della Regione; se finora l’unico interesse è stato la mera occupazione del potere, con una nuova governance regionale l’obiettivo primario diventerà quello di migliorare la qualità della vita degli abruzzesi. La creazione di nuovi posti di lavoro, un’efficiente gestione e promozione del territorio ed il miglioramento delle infrastrutture e servizi di base dovranno essere le linee guida dell’azione politica regionale.
Anche su Teramo e provincia occorre ridefinire le priorità: il rilancio della montagna, un’efficace gestione del marketing territoriale, un bilanciamento più strategico delle risorse tra i territori saranno i nostri “dictat” in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali.
Si sta tentando in tutti i modi di ostacolare la voglia di cambiamento dei cittadini, utilizzando metodi e canali con il supporto dei vari meccanismi di potere costruiti negli anni, (un po’ come sta accadendo a livello nazionale), tuttavia questo cambiamento non è un mero fuoco di paglia (come pensano in molti) ma è un vero e proprio fenomeno strutturale. Non si può arrestare il vento con un ombrello, per quanto grande possa essere.
La Regione cambierà colore politico, nonostante tutte le mosse che si potranno mettere in campo in questi giorni, la clessidra non potrà essere fermata e prima avverrà la svolta, maggiore sarà il beneficio per tutto l’Abruzzo e soprattutto per gli abruzzesi.”