Decreto Crescita tutte le novità (prima parte)

Le principali novità introdotte dal Decreto Crescita a sostegno alle imprese e di impulso per l’economia: Misure a favore di imprese e professionisti

Nella Legge di Bilancio erano già stati approvati numerosi interventi, basti pensare all’estensione del regime forfettario per le partite IVA fino a 65 mila di fatturato, al raddoppio della deducibilità IMU sugli immobili ad uso produttivo, alla proroga dell’iper e di parte del super ammortamento, al taglio delle tariffe Inail, alla cedolare secca sugli immobili ad uso commerciale. Non meno importante è il dossier sulla Via della Seta, che aiuterà le nostre imprese del Made in Italy ad entrare nel mercato cinese.

Con questo decreto il Governo intende dare un ulteriore forte impulso alla ripresa economica del Paese in un momento di congiuntura economica internazionale particolarmente difficile, a causa dello scontro sui dazi tra Stati Uniti e Cina e delle incertezze derivanti dalla Brexit, che hanno causato grande preoccupazione nei mercati e diffusa sfiducia sulle prospettive di sviluppo.
Nel decreto crescita sono previsti quattro filoni di intervento principale:
1) Misure fiscali a favore di imprese e professionisti;
2) Misure per favorire l’accesso al credito delle PMI, al fine di rilanciare gli investimenti privati;
3) Promozione e tutela del made in Italy;
4) Ulteriori misure per la crescita, il sostegno al reddito, l’efficientamento energetico, la semplificazione e la trasparenza;

I. Misure a favore di imprese e professionisti

Super ammortamento
Con il Decreto Crescita facciamo un ulteriore passo in avanti. Tra le disposizioni più importanti c’è la proroga del super ammortamento al 130%, a partire dal 1 aprile 2019, con l’inserimento di un tetto agli investimenti complessivi pari a 2,5 milioni, nell’ottica di favorire le piccole e medie imprese che negli anni passati avevano potuto usufruire in misura ridotta dell’agevolazione.


Taglio progressivo dell’Ires
Sulla revisione della Mini Ires si procederà all’applicazione di un’aliquota ridotta, dal 24% attuale al 22,5% nel 2019, 21,5% nel 2020, al 21% nel 2021 e al 20,5% nel 2022, sugli utili accantonati non distribuiti, per favorire la patrimonializzazione delle imprese. A disposizione della misura c’è 1 miliardo di euro. La riduzione riguarderà anche i soggetti Irpef in regime d’impresa per le stesse percentuali.


Deducibilità Imu sui beni strumentali
È previsto un ulteriore incremento della deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa, per ridurre la pressione fiscale sulle imprese dotate di immobili strumentali (es. capannoni). In Legge di Bilancio questa voce era stata raddoppiata, dal 20 al 40%. Adesso facciamo un ulteriore passo in avanti alzando l’asticella al 50% nel 2019, al 60% nel 2020-2021 e al 70% nel 2022.


Patent box
La procedura viene snellita con l’eliminazione dell’obbligo di interpello (istanza che il contribuente rivolge all’Agenzia delle Entrate prima di attuare un comportamento fiscalmente rilevante). In questo modo sarà più semplice godere dell’agevolazione fiscale inserendola direttamente nella dichiarazione dei redditi accompagnata dalla documentazione necessaria. La predisposizione dell’idonea documentazione, la quale sarà disciplinata da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, metterà al riparo il contribuente dall’applicazione di sanzioni qualora l’amministrazione finanziaria effettui successive rettifiche del beneficio in sede di controlli.
Il Patent Box è un’agevolazione fiscale sui redditi derivanti da beni immateriali i cui costi di sviluppo sono stati sostenuti in Italia. È valida dal periodo di imposta 2015, ma fino ad ora era stata scarsamente utilizzata a causa della lunghezza della procedura di interpello.
Il beneficio autodeterminato per ciascun periodo d’imposta – che si traduce in una variazione in diminuzione da esporre in dichiarazione – sarà spalmato in tre quote annuali di pari importo.
Le nuove previsioni troveranno applicazione sia con riferimento alle opzioni esercitate a decorrere dal 2019, sia in relazione alle opzioni già esercitate in passato le cui procedure di ruling risultino non ancora concluse.


Credito d’imposta per ricerca e sviluppo
Viene poi prorogata fino a 2023 la disciplina relativa al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, nella misura pari al 25% per tutte le spese ammissibili all’agevolazione, per stimolare ulteriormente gli investimenti in ricerca e sviluppo.


Rientro dei cervelli
È prevista l’estensione e il rafforzamento delle misure degli incentivi per il rientro del “cervelli” dall’estero e per una idonea collocazione nel mercato del lavoro nazionale, nonché la risoluzione del problema per coloro che non erano iscritti all’AIRE negli anni passati, i quali ora potranno usufruire delle agevolazioni, pur non avendo diritto al rimborso in caso di imposte versate in adempimento spontaneo.
Docenti o ricercatori che rientrano dal 2020 vedono salire da 3 a 5 anni il periodo in cui avranno diritto all’agevolazione. Il beneficio si estende fino a 8 anni per chi ha un figlio minorenne o a carico o compra una casa in Italia, 11 anni per chi ha due figli e 13 anni per chi ne ha tre.
C’è poi uno sgravio fiscale per tutti i lavoratori stranieri o italiani che rientrano dal 2020 dopo essere stati all’estero per almeno 2 anni e si fermano in Italia altrettanto: pagheranno le tasse solo sul 30% del reddito. Lo scontro vale anche per i redditi di impresa generati da attività avviate a partire dal 2020. E il periodo di fruizione si allunga di 5 anni per chi ha almeno un figlio minorenne o a carico oppure compra casa.
Chi trasferisce la residenza al Sud – in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna o Sicilia – avrà un incentivo ancora più ampio, perché vedrà assoggettato all’Irpef solo il 10% del reddito.


Modifiche al regime dei forfetari
I contribuenti che applicano il regime forfetario e che si avvalgono dell’impiego di dipendenti e collaboratori devono effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.


Misure per l’edilizia
Al fine di promuovere il risparmio energetico e l’adeguamento alla normativa antisismica, sono previsti incentivi alle imprese di costruzione per la demolizione e la ricostruzione di fabbricati preesistenti che versano in stato di elevato degrado. Si tratta di un regime di tassazione agevolata, consistente nell’applicazione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa (200 euro ciascuna, per un importo complessivo di 600 euro), ai trasferimenti di fabbricati, acquisiti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi 10 anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione in chiave energetica e antisismica, anche con variazione volumetrica, e alla loro successiva vendita.


Sismabonus
Viene esteso il sismabonus, che precedentemente riguardava solamente le zone classificate a rischio sismico 1, anche alle zone a rischio sismico 2 e 3. Ciò significa garantire una detrazione che va dal 75% all’85% a seconda della topologia di intervento nel 90% del territorio nazionale alle imprese di costruzione, per la demolizione e ricostruzione degli immobili, calcolato su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro.


Trattamento fiscale di strumenti finanziari convertibili
Si sterilizza la minusvalenza o la plusvalenza derivante dalla conversione obbligatoria in equity (capitale) di precedenti titoli di debito. Minusvalenza o plusvalenza non concorrono perciò alla formazione del reddito imponibile ai fini IRES e del valore della produzione netta ai fini IRAP.


Bonus efficienza energetica
La misura favorisce la riqualificazione energetica degli immobili attraverso uno sconto sulla somma da pagare al fornitore, il quale lo recupera come credito di imposta. È un’opzione aggiuntiva rispetto alla detrazione già prevista.


Aggregazioni d’imprese
Per favorire le aggregazioni tra imprese si neutralizza fiscalmente l’eventuale plusvalenza derivante da operazioni di concentrazione tra aziende, fino a 5 milioni di euro, purché le imprese siano operative da almeno due anni.


Più controlli nel caso di vendita di beni a distanza tramite piattaforme digitali
La misura è finalizzata a garantire il rispetto della normativa in materia di Iva nel settore della vendita a distanza di beni tramite le piattaforme elettroniche di e-commerce, assicurando da parte di quest’ultime la trasmissione dei dati delle vendite all’Agenzia delle Entrate.
Tradotto: nel caso di beni importati, il soggetto che mette a disposizione la piattaforma di e-commerce avrà maggiori obblighi informativi riguardo al fornitore di quei beni.


Enti associativi assistenziali
Si estende la disciplina fiscale favorevole relativa agli enti del terzo settore a determinati enti assistenziali, per omogeneizzare il trattamento fiscale.


Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli Enti locali
La norma prevede la possibilità per le Regioni e per gli Enti locali di aderire alla definizione agevolata per le proprie entrate, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale, stabilendo l’esclusione delle sanzioni.


Credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante
La norma intende chiarire che il credito di imposta pari al 50% delle commissioni addebitate all’esercente impianti di distribuzione di carburante, a fronte di acquisti tramite mezzi di pagamento elettronico da parte dei consumatori, spetta solo a fronte delle commissioni bancarie relative a cessioni di carburanti e non a fronte di transazioni diverse. Nel caso di registrazioni indistinte dei costi delle commissioni per pagamenti di carburanti e di altri beni, il credito d’imposta spetta per la quota parte delle commissioni calcolata in base al rapporto tra il volume d’affari annuo derivante da cessioni di carburante e il volume d’affari annuo complessivo.

FINE PRIMA PARTE

Antonio Zennaro Deputato Commissione Bilancio e Finanze, membro del COPASIR

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