Campotosto 31 Marzo 2018

Nei giorni scorsi in tv c’era un famoso politico della cerchia di #staisereno che diceva che la ricostruzione post terremoto stava procedendo bene.

Oggi sono stato nella zona di Campotosto e questa è la vera situazione, la ricostruzione che non c’è.

Speriamo di riuscire ad andare presto al Governo con Luigi di Maio Presidente, questa sarà sicuramente una delle priorità.

Dialogo continuo con i sindaci della montagna

Antonio Zennaro (M5S): “Opererò per rilancio montagna teramana, a breve apertura sede di rappresentanza nel cratere”

Le nostre aree montane, in particolare il versante teramano, si trovano in uno stato di generale abbandono e le problematiche di dissesto idrogeologico strutturale aumentano con sintomi preoccupanti, non da ultimo l’abbassamento del rilevato stradale sulla Provinciale Pietracamela – Prati di Tivo”. È quanto afferma Antonio Zennaro, parlamentare del M5S . “Proprio per favorire il rilancio della montagna teramana, che negli ultimi anni sembra essere stata penalizzata rispetto ad altre realtà abruzzesi – aggiunge Zennaro – dopo l’insediamento delle nuove Camere, previsto per il 23 marzo, avvierò una serie di incontri istituzionali con i sindaci ed amministratori locali dei comuni montani, proprio con l’obiettivo di fare sintesi e sviluppare una serie di provvedimenti ed azioni volte al rilancio del nostro territorio.”

Un segnale importante di vicinanza quello che Antonio Zennaro ha intenzione di mettere subito in atto, con l’attivazione di un proprio ufficio di rappresentanza in uno dei comuni del cratere, un presidio di ascolto per raccogliere in maniera rapida ed operativa le istanze provenienti dal territorio.

“Per quanto riguarda il tema della restituzione delle tasse sospese che coinvolge i residenti nei comuni del cratere, oltre i 5.000 sfollati della città di Teramo, abbiamo già avviato in via preliminare le prime analisi, anche insieme agli eletti del Movimento 5 Stelle delle altre regioni interessate dal sisma 2016-2017” conclude Zennaro “Una volta insediato il Governo, si andrà a formalizzare una serie di proposte concrete per ovviare a tale problematica che impatta su migliaia di cittadini.”

Imprese: Fondo per la Ripresa con sede a Teramo per le aziende delle regioni colpite dal sisma

In Italia c’è una fondamentale necessità di investimenti sull’economia reale e il Movimento 5 Stelle propone, sul modello di altri Paesi europei, l’istituzione di una Banca pubblica per gli investimenti, per favorire l’accesso al credito a settori come le piccole medie imprese, gli agricoltori e le famiglie che negli ultimi anni, a causa delle crisi bancarie, hanno avuto pochissime possibilità di ricevere finanziamenti. La Banca Pubblica per gli investimenti, inoltre, potrebbe essere il vero è proprio motore per favorire un processo serio di digitalizzazione delle Pmi e fornire le risorse necessarie per modernizzare i distretti produttivi e supportare le nostre aziende nell’accesso ai mercati esteri.

All’interno di questo istituto nazionale si dovrebbe costituire un Fondo per la Ripresa, avente come obiettivo proprio la concessione di garanzie e fondi per le piccole e medie imprese operanti nelle aree colpite dal sisma (Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche). Il Fondo potrebbe avere sede proprio a Teramo e diventerebbe l’interlocutore perfetto per questo territorio, per le strutture dei confidi e potrebbe essere il soggetto ideale per intercettare tutta una serie di risorse messe a disposizione a livello comunitario dalla BEI (banca europea per gli investimenti) e dal FEI (Fondo europeo per gli investimenti).

Gli strumenti messi a disposizione dal Fondo per la Ripresa permetterebbero di migliorare i rating bancari delle aziende riducendo proprio il costo del denaro, che in Abruzzo è molto più alto rispetto alle Regioni del centro-nord. Il miglioramento dell’accesso al credito alle imprese permetterebbe di sbloccare le risorse per gli investimenti e la ricerca con importanti ricadute sull’occupazione, consentendo quindi una ripresa importante dell’economia locale.

Terremoto: teramani costretti a restituire 100% tasse sospese

Un nuovo terremoto si abbatterà sui cittadini residenti nei comuni del cratere sismico a loro insaputa, a partire da giugno 2018, quando dovranno iniziare a restituire il 100% delle tasse sospese in appena 24 rate, a solo un anno e mezzo dall’ultimo sisma.  A proposito dei terremoti che hanno colpito anche l’Abruzzo tra il 2016 e il 2017 siamo di fronte a un quadro normativo ingarbugliato che ha generato molta confusione. Una cosa è certa: la legge di bilancio 2018 prevede che tutte le persone fisiche dovranno restituire per intero l’importo percepito durante il periodo di sospensione, e ciò dovrà avvenire senza alcuna riduzione nell’arco di appena due anni, ma nessuno lo dice.

Il mio primo impegno in Parlamento sarà un progetto di legge per intervenire subito e in modo concreto su una situazione che rischia di dare il colpo di grazia anche e soprattutto ai 16 comuni del cratere sismico della provincia di Teramo. Non il 100% delle imposte, ma la riduzione al 40% delle tasse sospese da restituire in 120 rate mensili, come è avvenuto per L’Aquila, anziché 24 rate previste dalla norma attuale. I cittadini del terremoto 2016/2017 devono essere trattati come i cittadini del terremoto 2009, non esistono terremotati di serie A e di serie B. Insieme al Movimento 5 Stelle al governo mi batterò per difendere e sostenere una proposta di legge che non è solo giusta, ma necessaria. I cittadini del cratere sismico devono poter ottenere le stesse condizioni previste dalla legge per il sisma del 2009, applicando i principi di uguaglianza e pari trattamento di fronte a eventi calamitosi della medesima natura.

Dopo appena un anno e qualche mese è difficile credere che le tante famiglie coinvolte siano in grado di sostenere il pagamento delle tasse, passate e presenti, per di più in uno scenario minato dal persistere della crisi economica, dal declino delle attività artigianali e imprenditoriali, dallo spopolamento delle aree interne, da una viabilità fortemente compromessa e soprattutto dai gravissimi ritardi nei processi di ricostruzione. Ci vuole un’azione immediata per superare l’imbarazzante mutismo a discapito dei cittadini da parte del Governo, della Regione e delle altre forze politiche che, a quanto pare, hanno già dimenticato.

In provincia di Teramo fanno parte del cratere i seguenti comuni: Rocca Santa Maria, Valle Castellana, Cortino, Crognaleto, Montorio al Vomano, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Tossicia, Castel Castagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela, Fano Adriano, Teramo e i suoi 5.000 cittadini sfollati.