Terremoto: teramani costretti a restituire 100% tasse sospese

Un nuovo terremoto si abbatterà sui cittadini residenti nei comuni del cratere sismico a loro insaputa, a partire da giugno 2018, quando dovranno iniziare a restituire il 100% delle tasse sospese in appena 24 rate, a solo un anno e mezzo dall’ultimo sisma.  A proposito dei terremoti che hanno colpito anche l’Abruzzo tra il 2016 e il 2017 siamo di fronte a un quadro normativo ingarbugliato che ha generato molta confusione. Una cosa è certa: la legge di bilancio 2018 prevede che tutte le persone fisiche dovranno restituire per intero l’importo percepito durante il periodo di sospensione, e ciò dovrà avvenire senza alcuna riduzione nell’arco di appena due anni, ma nessuno lo dice.

Il mio primo impegno in Parlamento sarà un progetto di legge per intervenire subito e in modo concreto su una situazione che rischia di dare il colpo di grazia anche e soprattutto ai 16 comuni del cratere sismico della provincia di Teramo. Non il 100% delle imposte, ma la riduzione al 40% delle tasse sospese da restituire in 120 rate mensili, come è avvenuto per L’Aquila, anziché 24 rate previste dalla norma attuale. I cittadini del terremoto 2016/2017 devono essere trattati come i cittadini del terremoto 2009, non esistono terremotati di serie A e di serie B. Insieme al Movimento 5 Stelle al governo mi batterò per difendere e sostenere una proposta di legge che non è solo giusta, ma necessaria. I cittadini del cratere sismico devono poter ottenere le stesse condizioni previste dalla legge per il sisma del 2009, applicando i principi di uguaglianza e pari trattamento di fronte a eventi calamitosi della medesima natura.

Dopo appena un anno e qualche mese è difficile credere che le tante famiglie coinvolte siano in grado di sostenere il pagamento delle tasse, passate e presenti, per di più in uno scenario minato dal persistere della crisi economica, dal declino delle attività artigianali e imprenditoriali, dallo spopolamento delle aree interne, da una viabilità fortemente compromessa e soprattutto dai gravissimi ritardi nei processi di ricostruzione. Ci vuole un’azione immediata per superare l’imbarazzante mutismo a discapito dei cittadini da parte del Governo, della Regione e delle altre forze politiche che, a quanto pare, hanno già dimenticato.

In provincia di Teramo fanno parte del cratere i seguenti comuni: Rocca Santa Maria, Valle Castellana, Cortino, Crognaleto, Montorio al Vomano, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Tossicia, Castel Castagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela, Fano Adriano, Teramo e i suoi 5.000 cittadini sfollati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *