Aggrappati alla Regione con un bizantinismo

La mia lettera pubblicata sul quotidiano La Città di oggi:

“Gentile Direttore, mi sono permesso di scrivere questa lettera per evidenziare la strana situazione istituzionale che sta vivendo l’Abruzzo. Dopo un lungo calvario post elettorale, finalmente nei giorni scorsi è stato sciolto il consiglio regionale. Tuttavia, ad oggi, non risulta chiara quale sarà la nuova data per le elezioni regionali, 90 giorni o 120 giorni?
L’Abruzzo ha bisogno di tornare al voto il prima possibile, non solo per l’importanza delle funzioni svolte dalla Regione su materie come la sanità ed il turismo, ma anche perché ostaggio di un “sistema” che non gode più del consenso popolare, un sistema che è stato sonoramente sfiduciato proprio il 4 marzo scorso.
Ora, grazie all’abilità e alla costruzione di un “bizantinismo” giuridico, si cerca di proseguire nella gestione del potere (senza consenso) cercando in tutti i modi di allungare la fatidica data delle elezioni che decreterà la fine di un modo di pensare e gestire la cosa pubblica in Abruzzo.
Il nostro territorio ha un’estrema necessità di cambiare e di definire innovative strategie di rilancio della Regione; se finora l’unico interesse è stato la mera occupazione del potere, con una nuova governance regionale l’obiettivo primario diventerà quello di migliorare la qualità della vita degli abruzzesi. La creazione di nuovi posti di lavoro, un’efficiente gestione e promozione del territorio ed il miglioramento delle infrastrutture e servizi di base dovranno essere le linee guida dell’azione politica regionale.
Anche su Teramo e provincia occorre ridefinire le priorità: il rilancio della montagna, un’efficace gestione del marketing territoriale, un bilanciamento più strategico delle risorse tra i territori saranno i nostri “dictat” in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali.
Si sta tentando in tutti i modi di ostacolare la voglia di cambiamento dei cittadini, utilizzando metodi e canali con il supporto dei vari meccanismi di potere costruiti negli anni, (un po’ come sta accadendo a livello nazionale), tuttavia questo cambiamento non è un mero fuoco di paglia (come pensano in molti) ma è un vero e proprio fenomeno strutturale. Non si può arrestare il vento con un ombrello, per quanto grande possa essere.
La Regione cambierà colore politico, nonostante tutte le mosse che si potranno mettere in campo in questi giorni, la clessidra non potrà essere fermata e prima avverrà la svolta, maggiore sarà il beneficio per tutto l’Abruzzo e soprattutto per gli abruzzesi.”

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